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Da Android a Windows Phone – Migrazione indolore

Windows_Phone_logo

Recentemente il mio smartphone Android ha pensato bellamente di lasciarmi (vetro rotto pressofuso col sensore touch e display = smartphone inutilizzabile e riparazione esosa) ma gli ho trovato un valido sostituto (Microsoft 640 XL LTE).

Questo articolo non vuole essere un “Windows Phone vs Android” bensì un aiuto per tutti quelli che, come me, si sono trovati di fronte a questo sistema per la prima volta dopo anni di Android ed ecosistema Google.

Una premessa: vedrete che molte applicazioni presenti su Android non sono disponibili per WP… purtroppo la battaglia fra Google e Microsoft fa un’unica vittima, l’utente finale.

In ogni caso c’è un pò tutto quello che serve, vediamo.

Importazione rubrica

Il primo problema in cui mi sono imbattuto è stato ripristinare i contatti.

La migrazione via bluetooth non potevo farla per ovvi motivi, non avevo una micro SD a portata di mano e tanto meno avevo numeri salvati nella SIM, pertanto mi sono appoggiato a Google Contacts.

Avevo precedentemente salvato (saggiamente a quanto pare) la mia rubrica in formato CSV e uploadato nei server Google:

  1. Altro
  2. Importa contatti e selezionare il file

Dopodichè da WP basta andare su:

  1. Contatti
  2. Impostazioni
  3. Aggiungi Contatti
  4. Google
  5. Contenuti da Sincronizzare
  6. Selezionate Contatti e premete .

Il primo step è andato, ora dovreste avere tutti i vostri numeri.

Le tiles…

Beh, le piastrelle di Windows 8 sono state criticate un pò su tutti i fronti, però il giudizio cambia molto se utilizzate nel loro ambiente più idoneo, ovvero uno schermo touch.

Windows Phone non fa eccezione; non è fatto male, anzi, è semplicemente diverso e richiede (come tutti gli ambienti operativi) un minimo di assuefazione e studio per abituarsi.

Difatti nella schermata principale ho tutte le applicazioni che mi servono senza girare troppo per i menù.

Fortunatamente Gmail….

… è sempre disponibile nel client predefinito nonostante non sia completo come quello di Big G.

Utilizzo questo servizio di posta da 11 anni (era ancora in beta su invito) e non volevo rinunciarci, tantomeno accedervi via browser.

Browser

Scordiamoci Firefox e Chrome: non verranno mai sviluppati… se per l’ultimo il motivo è palese per il primo ci sono fantomatici problemi… mah.

In compenso i mitici Norvegesi di Opera Labs hanno rilasciato Opera Mini ma non mancano Maxthon e il gettonato UC Browser.

Il browser predefinito è Internet Explorer che risulta abbastanza valido ed equilibrato nelle opzioni disponibili (ora ha anche la compressione via proxy per risparmiare dati), diciamo che pian piano si sta togliendo la nomea di browser lento e pieno di bug.

File manager che latita…

Diciamo che proprio non c’è di default, pertanto bisogna andare nello store e scaricarne uno. Dopo aver provato quello ufficiale made in Redmond ho preferito mettere Metro File Manager, benchè lontano come funzionalità dai più blasonati file manager per Android. C’è ancora da lavorarci sopra.

Per il resto…

Le app più gettonate come Whatsapp o Adobe Reader ci sono, c’è un sistema di navigazione fantastico (disponibile anche offline) ovvero Nokia Here, proseguo citando l’app di RAI.tv fatta addirittura meglio della controparte Android (segno che se si vogliono fare le cose per bene si riesce).

C’è anche un anno di Office incluso nel prezzo del dispositivo. Non male.

Sicurezza

Mi scappa un sorriso… quando si discuteva nei forum dell’importanza dell’elemento DIFFUSIONE nei sistemi operativi desktop tutti a dire che Windows era una schifezza, che la diffusione non era un elemento determinante per i virus writer.

Ora, visto che lo stradiffuso Android è basato su Linux mentre il criticato Windows Phone è legato ad una cerchia molto più ristretta cosa succede? Esatto, potenzialmente è molto più a rischio un dispositivo Android piuttosto che uno WP.

Mi sembra superfluo aggiungere che in ogni caso la differenza maggiore la fanno perizia e attenzione dell’utente.

Una prima botta di conti…

Il bello di WP (un pò come iOS) è che richiede risorse hardware minori per girare bene rispetto ad Android, quindi con un solo GB di RAM e una CPU Snapdragon 400 8226 ho una reattività non paragonabile ad un analogo smartphone Android, questo perchè quest’ultimo esegue, fra i vari componenti, una virtual machine (Dalvik) che di fatto è uno strato software in più che per quanto sia richiede maggiori risorse.

Attenzione, non sto sputando su Android, tutt’altro, però tirando un pò le somme WP non ne esce così male come credevo inizialmente.

Una cosa è certa: WP nei prossimi anni si svilupperà enormemente e la sua diffusione aumenterà di conseguenza, in Italia ha quote di mercato come quelle di iOS.

Ci sarebbero molti altri punti da considerare ma per adesso mi fermo quì.

Merita, merita davvero. 🙂

NAS economico fai da te

NAS

Abbiamo visto più volte che Raspberry Pi è un dispositivo poliedrico, utilizzabile in molti campi. Quest’oggi vedremo come realizzare un piccolo NAS domestico senza pretese con costi ridotti rispetto ad uno già fatto.

Requisiti:

  • Un Raspberry Pi model B o successivo
  • Raspbian installato nella scheda SD interna (aiutatevi con NOOBS)
  • Un hard disk con file system ext4 o NTFS esterno possibilmente NON autoalimentato collegato via USB
  • Samba per la rete
  • Tastiera e mouse USB ed eventualmente un HUB USB altrimenti potete lavorare da PC via SSH

L’utente predefinito è pi e la password è raspberry.

Dal Raspberry create una directory per il montaggio del disco:

sudo mkdir /media/nome_nas

Diventate i proprietari della cartella nome_nas

sudo chown -R pi:pi /media/nome_nas

poi diamo i permessi di scrittura:

sudo chmod 777 /media/nome_nas

e montate la directory:

sudo mount /dev/sda1 /media/nome_nas

Se non volete ripetere ogni volta la procedura dovrete editare il noto file (nei sistemi UNIX) fstab.

sudo vi /etc/fstab

volendo c’è anche il classico editor nano.

Ora aggiungete questa stringa:

/dev/sda1 /media/nome_nas ntfs-3g defaults 0 0

Chiaramente se utilizzerete ext4 dovrete mettere questo file system.

Salvate e uscite.

Dal terminale digitate:

sudo apt-get update

In questo modo aggiornerete il database APT, poi:

sudo apt-get install samba-common-bin

Per installare Samba e condividere files e stampanti.

Resta da configurarlo pertanto aprite smb.conf:

sudo vi /etc/samba/smb.conf

e aggiungete queste stringhe:

[usb]
comment = Pi NAS
path = /media/nome_nas
writeable = Yes
only guest = Yes
create mask = 0777
directory mask = 0777
browseable = Yes
public = yes

Riavviate Samba:

sudo service samba restart

Una veloce verifica al file di configurazione:

sudo testparm -s

Aggiungiamo l’utente pi a Samba e le credenziali di accesso che sceglieremo:

sudo smbpasswd -a pi

Vediamo ora come connetterci al nostro RPi da Windows
:

Premete il tasto Windows + R poi digitate cmd per aprire il prompt:

net use m: \\raspberrypi\usb /user nome_utente password

Chiaramente m: è una lettera di montaggio ipotetica, mettete quella che preferite.

Questo comando vale per tutte le versioni di Windows.

Se non vi piace la linea di comando:

  • Da Risorse del computer
  • Connetti unità di rete
  • Date il percorso \\raspberrypi\usb
  • Connetti con credenziali diverse
  • Immettere l’utente Pi e la password scelta
  • Memorizza Credenziali

Da Linux via command line:

smbclient //raspberrypi/usb -U nome_utente

Mentre dal file manager:

smb://raspberrypi/usb

Se non avete un Raspberry Pi

Se avete un vecchio PC potete riutilizzare questo come NAS e in vostro aiuto viene OpenMediaVault.

Si tratta di una distro Linux, anch’essa basata su Debian, preposta a questo utilizzo che richiede requisiti minimi non eccessivi per girare, si parla infatti di:

  • CPU i486 o AMD64
  • 1 GB di RAM
  • 2 dischi rigidi: uno per OMV (potete utilizzarne uno datato oppure una pen drive USB, l’importante è che sia da almeno 2 GB) e l’altro, capiente, per lo storage.

OMV ha anche una specifica versione per il succitato RPi.

L’installer ha un’interfaccia dall’aspetto datato ma scorre via veloce rispondendo alle classiche domande di rito.

L’interfaccia web based è di semplice ed immediata consultazione, risultando davvero piacevole nell’utilizzo.

Vediamo in pochi e semplici passi come abilitare una condivisione via SMB:

  • Avviate OMV e al login digitate root come utente e la password che avrete prescelto. Se in fase di installazione avrete scelto un altro nome utente root sarà disabilitato di default, pertanto per esercitare i comandi come admin dovrete dare il comando sudo.
  • Date il comando ifconfig per vedere l’indirizzo IP a cui connettervi (alla voce inet addr).
  • Adesso aprite un browser in qualsiasi PC della rete e digitate l’indirizzo IP che avrete annotato per portarvi alla schermata di login del NAS. Digitate admin come utente e openmediavault come password.

openmediavault

La GUI ha un menù ad albero sulla sinistra, con tutto quello che serve per i nostri scopi.

Ora bisogna formattare il disco dedicato allo storage:

  • andate su Storage – File System
  • Crea
  • Su Dispositivo scegliete il disco destinato allo storage
  • Dategli un’etichetta e confermate il tutto
  • Ricordatevi, infine, di montare il disco

Bene, ora restano da fare le condivisioni:

  • Andate su Servizi – SMB/CIFS
  • Nella scheda Condivisioni cliccate su Aggiungi
  • Scegliete la directory o il disco da condividere
  • Non dimenticate di spuntare Abilita 🙂
  • Dategli un nome ed eventualmente anche un commento descrittivo
  • Su Pubblico potrete dare i permessi
  • Cliccate Salva quando avete fatto
  • Nella scheda Impostazioni spuntate su Abilita e Salva mentre per il resto ho lasciato tutto a default visto che per le mie esigenze i settings vanno bene

Ok, ora potete chiudere la pagina del browser e connettervi alla condivisione come spiegato poco sopra.

Un altro bel progetto, basato su FreeBSD, è FreeNAS.

Se non avete esigenze particolari queste soluzioni possono fare al caso vostro.

Q4OS Linux

q4os_logo

Già in passato ho espresso il mio amore per Trinity Desktop, un DE basato sul vecchio e abbandonato ramo di KDE: il 3.5.

Quest’oggi vi presento Q4OS.

Q4OS

Cos’ha di particolare questa distribuzione? Beh, in primis le dimensioni, difatti l’immagine è di soli 300 MB come poco è lo spazio occupato su disco, difatti l’obiettivo di Q4OS sono i sistemi datati con ridotte capacità hardware.
Poi è 100% Debian. 🙂

Q4OS3Il mio testing l’ho fatto su Virtualbox e due cose mi hanno sorpreso positivamente: la prima è la possibilità di fare un installazione completamente non presidiata, che farà storcere il naso ai più smaliziati ma dà ai neofiti un’arma in più per semplificare l’approccio a Linux.
La seconda è stato il completo auto rilevamento della VM (Virtualbox) suggerendomi di installare automaticamente le guest addiction, cosa che Q4OS ha fatto prontamente scaricando e installando i pacchetti che gli servivano, tutto rigorosamente con un installer molto “Windows style”.

Q4OS2Sì, perché l’imprinting di questa distro è lo stesso di Zorin OS e similari: fare tutto e subito e in modo semplice, se a questo aggiungiamo la leggerezza che farà rinascere muletti anche di 10 anni… beh, è quasi la distro perfetta.

Il progetto è ancora giovane ma viste le premesse mi fa ben sperare per il suo sviluppo futuro.

 

Sony Xperia Z Ultra – Prime impressioni

xperia-z-ultra-waterproof

A malincuore ho avuto l’esigenza di sostituire il mio LG 4X HD con questo perché il suo display da 4.7″ cominciava a starmi stretto, ma un tablet era decisamente troppo grande pertanto ho cercato una via di mezzo (un phablet appunto) non trascurando il rapporto qualità/prezzo.

Z Ultra è ormai un dispositivo a fine serie, uscito a fine 2013, ma questo mi ha permesso di trovarlo ad un prezzo molto inferiore a quello di lancio: 259€ contro i 699 del day one.

Ciononostante le caratteristiche sono buone, ne cito alcune:

  • CPU Qualcomm Snapdragon 800 2.2 Ghz quad core
  • GPU Adreno 330
  • 2GB di RAM
  • Supporto LTE
  • Display Triluminos da 6.4″ con risoluzione di 1920×1080, 342 PPI di densità
  • Vetro temprato sia sul fronte che sul retro
  • Sottilissimo: solo 6.5 mm.
  • Impermeabile fino a 1.5 mt (per 30 minuti in acqua dolce) e resistente alla polvere (IP55/IP58)
  • Batteria da 3050 mAh
  • Sony garantisce un buon supporto e aggiornamenti frequenti per le ultime release di Android

A livello di performance nulla da eccepire: il dispositivo è sempre prestante, senza rallentamenti ne lag. D’altronde la CPU Snapdragon 800 a 2.2Ghz, anche se datata, fa ancora bene il suo lavoro quotidiano.

Anche il passaggio da Kit Kat all’ultimo Lollipop (ufficiale da Sony) è stato praticamente indolore visto che a livello di reattività e RAM consumata non è cambiato pressochè niente, solo l’avvio del dispositivo richiede qualche secondo in più ma non è una cosa di estrema importanza in uno smartphone.

Una delle prime cose che ho fatto è stato abilitare root in modo da togliere un pò di bloatware preinstallato da Sony (un pò come tutte le case) ed alleggerire ulteriormente il sistema.
Attenzione: decade la garanzia.

Le dimensioni sono importanti, ma può comunque essere alloggiato in un tascone, un marsupio oppure nella tasca posteriore dei jeans (scontate le precauzioni prima di sedervi :D) aiutato dallo spessore esiguo e dal vetro posteriore che elimina gli attriti.

Proprio del vetro vorrei parlare: non è un Gorilla Glass e purtroppo si nota; nonostante sia temprato (fronte e retro) è più soggetto a leggeri graffietti di utilizzo rispetto al mio precedente 4X HD, pertanto raccomando attenzione. La colpa è anche mia che utilizzo ogni dispositivo con pochi riguardi, ma è in queste condizioni che si vede la qualità costruttiva.

Vediamo l’autonomia.
Utilizzandolo senza parsimonia (giochi, navigazione, etc) riesco ad arrivare a fine giornata senza problemi; i 3050 mAh sono sufficienti anche per i più smanettoni. Peccato che non sia estraibile, spero che comunque riesca a fare un paio d’anni senza un vistoso decadimento, proprio come il mio precedente LG.

Il display è ottimo e ben visibile in tutte le condizioni, la densità dei pixel è più che adeguata, cosa molto importante per leggere libri con immagini in PDF come faccio spesso.

Il comparto audio/video non è eccelso: buone le foto da 8Mpx, ma in questo campo il vecchio LG andava un pò meglio.
Si nota la mancanza del flash, non tanto per fare le foto, bensì come torcia occasionale.
I video sono a 1080P, ben fatti, nulla di che.
L’altoparlante esterno non ha un volume esagerato, difetto analogo al 4X HD. Fortunatamente in dotazione ci sono delle cuffie davvero ben fatte e sopperiscono facilmente al problema.

La resistenza all’acqua e alla polvere è estremamente importante nel mio utilizzo visto che non mi faccio remore a portarlo con me in ogni occasione.
Per essere subacqueo deve avere tutti i copri ingresso ben chiusi.

Per ora ne sono abbastanza contento, il prezzo di acquisto mi ricorda che difficilmente avrei potuto trovare qualcosa di analogo allo stesso costo, vedremo come si comporterà nei mesi a venire.

Aggiornamento: Al mio Z Ultra si è rotto il vetro il vetro anteriore tenendolo semplicemente in tasca (la lista di persone col medesimo problema è lunga, ahinoi), nessuna torsione o urto.

Ho scritto a Sony per sapere sul da farsi e lei (ad oggi) non mi ha manco degnato di una risposta…

Bella considerazione per i propri clienti.

 

Mai più Sony.

 

Windows 98 al meglio su Virtualbox

Windows_98_logo

Come molti di voi sapranno, Windows 98 non ha alcun tipo di supporto su Virtualbox.
Niente guest addiction, pertanto niente drivers… l’unica alternativa è utilizzare VM come Virtual PC o VMWare, ma se si vuole restare solo con VB c’è un modo: grazie a tanti appassionati fra cui Kurt Aust si puó ottimizzare un pó il tutto, vediamo come.

Preinstallazione

Create una nuova VM, scegliete Windows 98 e lasciate le impostazioni consigliate tranne:

  • La RAM di default è 64MB, Aust consiglia 512MB ma secondo me possono bastare anche 256MB o meno. Fate vobis.
  • Impostazioni – Sistema – Scheda madre scegliete tavoletta USB invece di mouse PS/2 e abilitate I/O APIC.
  • Impostazioni – Sistema – Processore abilitate PAE/NX.
  • Impostazioni – Schermo – Video la memoria dedicata è di 12MB, potete elevarla anche a 64MB ma non farà molta differenza. Abilitate anche l’accelerazione 2D e 3D.
  • Impostazioni – Rete – Scheda 1 cambiate da NAT a Scheda con bridge, poi in tipo di scheda optate per PCnet-PCI II (Am79C970A)

Infine per il setting del mouse USB virtuale aprite il terminale e digitate:

VBoxManage setextradata "W98" VBoxInternal/USB/HidMouse/0/Config/CoordShift 0

Su Windows:

"%ProgramFiles%\Oracle\VirtualBox\VBoxManage.exe" setextradata "W98" VBoxInternal/USB/HidMouse/0/Config/CoordShift 0

Installazione

Su Impostazioni – Archiviazione – Lettore CD scegliete il percorso del vostro CD-ROM o della vostra ISO di Windows 98, montatela e avviate la VM.

Scegliete di avviare dal CD-ROM, formattate e fate partire l’installazione come al solito.

Una particolarità dei Windows 9x era la possibilità di scegliere i componenti da tenere o meno durante l’installazione, nella schermata “Modalità di installazione” scegliete “Personalizzata” e scremate più che potete il superfluo.

Il setup potrebbe bloccarsi o restituire BSOD durante l’installazione, non fateci caso e continuate.

Post installazione

Ad installazione completa dovreste venire accolti dal suono di avvio tipico di Windows 98, segno che il comparto sonoro è già a posto. Lo stesso dovrebbe essere per la scheda di rete virtuale.

Resta da sistemare la parte video, la lacuna maggiore del 98 su Virtualbox: consiglio di utilizzare i driver VBEMP9x.

 Importante: prima di proseguire create un’istantanea del sistema virtuale premendo il tasto HOST (Ctrl di destra a default) +T.

Per semplificare il passaggio dei file alla VM ho creato una ISO da montare su Virtualbox.

I driver non hanno un installer pertanto dovremo forzarli manualmente:

  • Tasto destro su Risorse del computer
  • Proprietà
  • Gestione periferiche
  • Schede video
  • Proprietà
  • Driver
  • Aggiorna driver
  • Avanti
  • Scegliete di impostare il driver manualmente
  • Disco driver
  • Cercate il percorso dove avete messo i driver VBEMP9x
  • Applicate e riavviate

Impostate la profondità del colore prima 16 e poi a 32 bit (non fa fare il salto diretto a 32) e impostate la risoluzione idonea al vostro monitor. Se tutto è andato bene fate un altra istantanea di sistema.

Ok, a questo punto il sistema è già ampiamente utilizzabile, volendo resta da ottimizzare e personalizzare il sistema come ho scritto in Windows 98 – La rinascita oppure integrare Windows 3.11 al buon vecchio 98.

Anche se sono passati ormai 17 anni, Windows 98 resta ancora un sistema utilizzabile per diletto e/o necessità.

Divertitevi. 🙂

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